I Caradonna sono tornati ! Fascisti? Se questi sono fascisti allora che siano i benvenuti!

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“Non può esistere futuro se non si garantisce continuità con le tradizioni del passato”

Correva l’anno 2008 quando un Caradonna, Giulio, febbricitante e oramai alla fine dei sui giorni, davanti ai militanti di An sfoderando l’antica arte della retorica, con un discorso d’altri tempi esortava a votare PDL per non disperdere voti e contrastare l’avanzata dei “bolscevichi” come amava definire lui l’ala della sinistra italiana pur ammettendo che se fosse stato per lui avrebbe votato volentieri Forza Nuova.

Un passaggio del suo discorso recita così:

“oggi è fondamentale la ripresa della trincea della patria, fondamentale emarginare definitivamente dai posti di comando tutti i campioni del bolscevismo che hanno avvelenato l’ Italia. Noi che eravamo l’ala marciante che sgomberò le piazze per liberarle dai comunisti, oggi dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco e votare per il Popolo della libertà. Hanno sbagliato amici e commilitoni che hanno frazionato il fronte della destra. Anche se avevano delle ottime ragioni per farlo,… Io voterei sembra ombra di dubbio Forza Nuova ma comprendo che il momento è grave. E nel momento delle supreme decisioni, discutere è inutile”

Sono passati pochi anni, 7 per l’esattezza, ed ecco che un altra Caradonna, Rossella, stanca di subire le angherie di una sinistra, decide di ricalcare le orme di quello che lei stessa definisce un grande uomo amato e temuto da avversari e commilitoni. Un uomo di poche parole e molti fatti e che lottava per passione non certamente per denaro; è risaputo che non si arricchì con la politica come invece altri. Un uomo tutto di un pezzo, fedele ai suoi ideali e al suo popolo che amava e detestava perché lo definiva un popolo di opportunisti senza spina dorsale eppure lo amava al punto di dedicarci tutta la sua vita. Figlio del famoso “fascista”, Giuseppe Caradonna, a soli 16 anni aderì alla RSI e nel 1958 venne eletto deputato nell’MSI. Soprannominato “il picchiatore” per il suo carattere piuttosto fumino aveva un seguito molto nutrito proprio per il suo carattere di “pane al pane e vino al vino”. Famosi furono gli “arditi” di Caradonna, un nutrito gruppo di uomini che, quando arrivavano marciando intonando il famoso canto ” ee non ci conoscete, ohé, per la Madonna, noi siamo gli arditi di Giulio Caradonna! ” facevano scappare gli antagonisti. Un “fascistone”, eccentrico, che seppe ispirare personaggi del calibro di Monicelli nella realizzazione del film “vogliamo i Colonnelli”. Un uomo di altri tempi che non ebbe alcuna remora ad abbandonare la politica quando Gianfranco Fini, traghettò l’MSI in Alleanza Nazionale e lo denunciò per la modifica del nome e del simbolo.

Rossella Caradonna non è da meno, dietro quelle sembianze d’angioletto, in realtà, c’è una giovane donna con molti attributi da far invidia a tanti uomini. Raggiunta al telefono dalla nostra redazione ha sin da subito mostrato carattere e idee chiare. Il suo impegno politico è oramai noto a molti e come Giulio si dedica molto al sociale intervenendo anche a gamba tesa quando lo ritiene necessario.

” Giulio Caradonna iniziò un percorso ed io intendo portarlo avanti, costi quel che costi e vedo in Roberto Fiore e in Forza Nuova un valido alleato affinchè possano confluire, in unico soggetto politico, tutte quelle micro forze politiche di destra e che oggi sono sparse un po’ ovunque alla ricerca di un leader o di un soggetto che li riunifichi. Io e ciò che rappresento, IRIC, apparteniamo a quel micro cosmo e non abbiamo problemi ad allearci pur di contrastare l’imperante ascesa di quello che oggi viene comunemente definito PD ma che somiglia molto di più alla DC di un tempo che utilizza il termine democratico per fare i propri comodi. Oggi assistiamo alla decadenza più assoluta della nostra nazione, una decadenza che per certi versi somiglia a quella che portò alla rovina l’impero Romano. Corruzione e malaffare, immoralità e volgarità sono all’ordine del giorno; il senso della famiglia intesa come padre e madre non ha più valore e paradossalmente oggi esiste un razzismo verso coloro che non intendono piegarsi alla propaganda gender e vengono classificati come dei diversi. Vero, siamo nel 2015, ma certe questioni non possono essere affrontate con la scusa dei tempi moderni e del futuro che incombe. Bisogna ritornare ad avere rispetto per tutti, anche per coloro che come me, pur essendo di mentalità molto aperta, certe questioni non riescono a digerirle. Con la scusa dell’integrazione ci stanno demolendo tutti quei fondamenti che ci hanno permesso di arrivare fin dove siamo e questo, lei, come lo chiamerebbe se non decadenza?”

Rossella non si ferma qui, è un fiume in piena, ascoltarla è piacevole, non urla come molti esponenti che oggi si identificano come i leader della destra, non fa proclami, mantiene un tono pacato ma fermo, classico di chi è fermamente convinto di ciò che dice e denota preparazione nonché capacita di dialogo.

Bisogna avere riconoscenza nei confronti dei nostri padri, sulla difesa della vita e della famiglia, sull’amore per il prossimo e sulla dedizione e il sacrificio. La difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, l’amore per il prossimo, l’onore dovuto a chi ci ha generato ed educato, unite all’amicizia fraterna tra i membri di uno stesso popolo e verso coloro da cui discendiamo e ai quali siamo debitori di ciò che siamo e di ciò che abbiamo. Tutto questo costituisce quello spirituale patrimonio ereditario, in grado di offrire una reale speranza per il futuro, che ci impone il preciso dovere di donarci alla Patria, intesa come comunità di destino e non come semplici numeri utili al voto.
Dobbiamo avere la consapevolezza delle vicende e delle esperienze storiche che ci hanno condotto ai tempi attuali attingendo senza pregiudizi al patrimonio complessivo della storia nazionale ed europea proponendo un modello di Stato, autentica espressione della sovranità nazionale, che sia mezzo eticamente ordinato al conseguimento del bene comune e che, basandosi sulla natura sociale dell’uomo, permetta a quest’ultimo di vivere bene in società, nel rispetto di una morale conforme al diritto naturale e alla legge eterna.
Sono convinta che la libertà concreta risieda nel riconoscimento delle condizioni tradizionali con un ritorno al reale in cui lo Stato, fondandosi sulla Nazione, assuma il compito della sintesi di tutte le sane esigenze della vita comunitaria e di tutte le energie creative di una specifica comunità umana, al di sopra degli interessi di una classe o di una lobby nel pieno rispetto del diritto alla speranza. Non può esistere futuro se non è garantito da una continuità feconda con le tradizioni del passato. Noi lottiamo per una riforma strutturale dello Stato affinché venga restituita al popolo la consapevolezza della missione di civiltà che l’Italia ha il dovere di riconquistare. E questo potrà avvenire affinché solo attraverso la partecipazione e il lavoro di tutti ed in continuità con la sua tradizione civile e religiosa. L’’Unione Europea, così come è concepita, è fondata su valori distorti, econo­mici e materialistici oltre che mondialisti, che negano le identità nazionali e locali, assoggettandole ad un totalitarismo finanziario che deprime ed umilia le singole comunità, rendendole nei fatti più povere e meno libere. Noi ci battiamo per il blocco dell’immigrazione, finalizzato a distruggere l’identità europea e nazionale, per l’uscita dell’Italia dalla NATO, la chiusura delle sue basi e la cessazione dei rapporti militari di carattere subalterno e coloniale dell’Italia e con gli Stati Uniti, noi siamo una nazione libera non una colonia USA. Sono convinta che il nemico principale è costituito dal monopolio dei banchieri sulla vita delle famiglie e sulle attività delle imprese è, quindi, di fondamentale importanza che la moneta ritorni ad essere di proprietà degli Stati e, per loro mezzo, dei cittadini e che essi, quindi, esercitino, attraverso la nazionalizzazione delle Banca Centrali, la propria sovranità nell’emissione del denaro”

Riteniamo che se questi sono i presupposti i soliti noti avranno, nel prossimo futuro, molto filo da torcere.

GM

 

 

 

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